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Carissimi Soci, Amici e Simpatizzanti,

per continuare la nostra bellissima avventura, iniziata nel 1978, e per migliorare le nostre strutture della Mostra Permanente, la

rivista Fossils 6 Minerals e del Parco del Monte Subasio, oltre che per abbellire il nostro piccolo museo, il grande sforzo gratuito e volontario di tante persone che amano la paleontologia, purtroppo non basta: abbiamo bisogno anche di risorse economiche.

Come ogni anno Vi invitiamo a contribuire alle attivita’ della nostra Associazione, devolvendo il 5 per mille delle vostre imposte al Gruppo Umbro Mineralogico Paleontologico.

Codice Fiscale del Gruppo Umbro Mineralogico Paleontologico

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Monte Nerone – Viaggio nel tempo

Viaggio indietro nel tempo a 200 milioni di anni fa quando le nostre montagne non esistevano ed al loro posto vi erano mari tropicali.

Sarà un viaggio per scoprire le ultime novità sul Giurassico dell’Appennino Umbro Marchigiano assieme al dott. Angelo Cipriani, (Dipartimento di Scienze della Terra, “Sapienza” Università di Roma; A-Team (Apennine-Team); al Dott. Simone Fabbi, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria; A-Team (Apennine-Team); al Dott. Paolo Citton, CONICET, Instituto de Investigación en Paleobiología y Geología, Universidad Nacional de Río Negro (Argentina); A-Team (Apennine-Team) e al Dott. Marco Romano, Evolutionary Studies Institute (ESI), School of Geosciences, University of the Witwatersrand, Johannesburg (South Africa); A-Team (Apennine-Team).

Sabato 12 e domenica 13 Maggio 2018 ad Apecchio (PU) presso il Museo dei Fossili del Monte Nerone.

Interverrano il Dott. Angelo Cipriani ed il Dott. Simone Fabbi

“La geologia del Monte Nerone: 200 milioni di anni di evoluzione”

“Primi resti di squali durofagi dal Monte Nerone: considerazioni paleoecologiche e paleoambientali”

Vi aspettiamo numerosi

 

Primo Ritrovamento di Squalo del Giurassico Superiore del Monte Nerone

Sul Monte Nerone sono stati rinvenuti 2 campioni con 2 e 3 denti di squalo durofago in connessione nelle sequenze stratigrafiche del  Giurassico Superiore, piattaforma carbonatica pelagica del Monte Nerone (Apecchio – PU -Marche), nel dominio paleogeografico Umbria-Marche-Sabina (Appennino settentrionale, Italia centrale). Il materiale è stato identificato come Asteracanthus cfr. A. magnus, un taxon abbastanza noto e già segnalato per il Giurassico Medio e Superiore dell’Europa. I denti indicano chiaramente un comportamento di predazione con schiacciamento, suggerendo come preda  abituale invertebrati a guscio duro sia infaunali che epifaunali come grandi bivalvi, brachiopodi, gasteropodi e crostacei.

Il ritrovamento rappresenta, ad oggi, il primo dello squalo Hybodonte in Umbria- Marche-Sabina, gettando ulteriore luce sull’ecologia all’interno dell’ambiente pelagico del Giurassico Medio-superiore e sulla presenza di Asteracanthus nel tardo Giurassico della Tetide Occidentale.

 

Ulteriori informazioni leggendo il lavoro di

Citton P, Fabbi S, Cipriani A, Jansen M, Romano MHybodont dentition from the Upper Jurassic of Monte Nerone Pelagic Carbonate Platform (Umbria‐Marche Apennine, Italy) and its ecological implications. Geological Journal. 2018;1–13. https://doi.org/10.1002/gj.3174

 

Primo ritrovamento riferibile allo squalo durofago del Toarciano dell’Umbria-Marche

Importante scoperta nel rosso ammonitico di Polino (Tr).
La ricerca, svolta da Marco Romano, Paolo Citton, Angelo Cipriani  & Simone Fabbi   presenta il primo ritrovamento riferibile allo squalo durofago nella Formazione Rosso Ammonitico del Toarciano (Giurassico inferiore). Sono stati recuperati Due denti  isolati che erano conservati all’interno della marna calcarea del Rosso ammonitico Toarciano (zona dei bifrons). Il dente meglio conservato è caratterizzato da una struttura generale che ben si accorda con la classica dentatura schiacciata tipica degli squali durofagi della sottofamiglia Acrodontinae. I caratteri morfologici analizzati nel lavoro consentono  di attribuire il materiale rinvenuto al genere  Asteracanthus sp.
Maggiori dettagli nel lavoro appena uscito sull’Italian Journal of Geosciences:
Romano M., Citton P., Cipriani A. & Fabbi S. (2018)- First report of hybodont shark from the Toarcian Rosso Ammonitico Formation of Umbria-Marche Apennine (Polino area, Terni, Central Italy). Italian Journal of Geosciences, doi: 10.3301/IJG.2018.01

Numero 4

Indice Numero 4

Nuovi dati biostratigrafici sul Domeriano nella cava di Sant’Anna e nella cava Grilli (Passo del Furlo- Appennino marchigiano)       di Regis Macieri

Conchiologia Fossile Emiliana Un Excursus Storico di Romano Guerra

Le sequenze sismiche Tosco-Emiliane del periodo 2012-2013 e considerazioni sulla tettonica attiva di  Paolo Balocchi – Tommaso Santagata – Marta Lazzaroni

Il Lazio Classico: le cave di Leucitite della provincia di Roma (Vallerano, Laghetto e OSA) di Rossano Carlini & Edgardo Signoretti

Intervista a DAVID COMFORT di Di Silvestro Gianpaolo

Pranzo 40° fondazione G.U.M.P.

Si è svolto domenica 21 gennaio ad Assisi al Ristorante “Da Angelo” il pranzo sociale 2018 che quest’anno coincide con il 40° anniversario della fondazione dell’Associazione. Presenti 80 persone, quasi la totalità dei soci e numerosi amici provenienti da diverse parti d’Italia. Prima del convivio gli ospiti hanno avuto modo di scoprire il nostro territorio. Oltre alla visita alla Mostra Permanente del Parco del Monte Subasio si sono recati a Colfiorito e visitato il MuPA (Museo Paleontologico ed Archeologico di Serravalle di Chienti – Il MuPA è un piccolo museo di montagna, che al suo interno racchiude interessanti scoperte frutto di anni di studi e ricerche locali. Strutturato in due sezioni, ospita nella prima un’importante collezione di malacofauna fossile che ben documenta i diversi assetti evolutivi compresi tra il periodo Giurassico e l’Olocene. Mentre nella seconda espone i mammiferi fossili di ippopotami, mammutus, rinoceronti, cervidi e altri vertebrati rinvenuti nei giacimenti pleistocenici di Collecurti e Cesi, due frazioni del comune di Serravalle di Chienti, datati rispettivamente 900.000 e 700.000 anni fa.).

Successivamente ritrovo al ristorante Da Angelo dove, tra una portata e l’altra si è potuto sfogliare virtualmente i 40 anni di storia. Il convivio è terminato con il dolce della festa e con la consegna dell’annuario ad ogni socio: 80 pagine a colori formato A4 che raccontano tutti i 40 anni dell’associazione, con gli eventi, le manifestazioni e soprattutto le scoperte fatte in oltre 40 anni di attività.

 

 

da sinistra Candido Comparozzi, Prospero Calzolari, Claudio Sensi e Claudio Benincampi – Fondatori dell’Associazione nel 1978.

La nostra storia inizia nel lontano 1978 quando un gruppo di amici appassionati di Archeologia e Paleontologia di Assisi decise di costituire un’ associazione al fine di sviluppare il comune interesse: coinvolgere tutte le persone dando loro un punto di riferimento.

SOCI FONDATORI

Benincampi Aldo
Benincampi Claudio
Calzolari Prospero
Comparozzi Candido
Falchetti Anna
Grasselli Mario
Rea Giuseppe
Sensi Claudio
Sensi Maurizio
Vincenti Marco

Al nostro gruppo demmo il nome “Gruppo Archeologico Paleontologico Umbro” con sigla G.A.P.U.
Per essere riconosciuti dalla Federazione Nazionale Gruppi Mineralogici Paleontologici Italiani ci recammo a Roma presso l’Hotel Parco dei Principi dove era in corso una riunione della stessa e ci siamo presentati. Fummo calorosamente accolti e accettati dal Consiglio Direttivo e dal suo Presidente Andrea Travaglini.

Di seguito alcuni momenti della giornata

Il Gruppo davanti alla Basilica di Plestia

Gli amici di Milano, Varese, Como, Verona in visita al MuPA

 

Numero 3 Fossils & Minerals Review

Lapides et Index                                                                                                    Romano Guerra & Carlo Sarti

Ammoniti del genere Catriceras, temi attuali e prospettive   Venturi Federico

Gli Orsi Fossili della Caverna di Monte Cucco (Costacciaro – Perugia)
Romano Guerra

I Minerali di San Venanzo (Tr)
Fringuelli Lucio, Famiani Federico, Bortolozzi Giorgio

Novità dal Carbonifero delle Ardenne
Didier Lelubre

 

FM3WEBITA

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Polino e la Kamafugite

La Regione Umbria è caratterizzata dalla presenza di piccoli centri magmatici di modeste dimensioni fra i quali il più grande è il complesso di San Venanzo (Tr). Anche se gli altri sono di più piccole dimensioni sono molto interessanti dal punto di vista composizionale e per la loro particolare origine e rarità. Molto interessante è l’affioramento di Kamafugite di Polino.

In prossimità di Località Cava dell’oro, circa 1 km a NNE di Polino, si trova questa rara roccia, dove addirittura durante il papato di Clemente XIII (1758-1769) è stata interessata anche da attività estrattiva. Testimonianze di questa attività sono alcune medaglie e monete foggiate dallo stato pontificio con i minerali estratti dalla “Cava dell’oro”come la medaglia commemorativa di Papa Clemente XIII coniata nel 1762.

La Kamafugite di Polino è costituita da d ue piccoli diatremi (Condotto vulcanico prodotto da una violenta esplosione freatica a; il materiale frammentato e polverizzato scagliato dall’esplosione ricadendo forma un bastione di brecce e di depositi tufacei

tutt’attorno alla cavità che spesso viene ostruita da parte dello stesso materiale) riempiti da tuffisite, il più grande dei quali è di circa 40 m di diametro. I diatremi imposti in Calcare Massiccio (Lias Inferiore – Giurassico Inferiore). L’affioramento principale dove è stato anche realizzato un percorso didattico all’aperto è localizzato sul fondo di un piccolo ruscello.  Il riempimento dei diatremi è una breccia caotica, o tuffisite, costituita da blocchi carbonatitici e lapilli concentrici sempre carbonatitici, con pochi frammenti di calcare, posizionati in una matrice più fine degli stessi tipi di roccia. La breccia è simile in appa

renza alle breccie più grossolane di San Venanzo ma manca la melilite.

A Nord-Est dei diatremi di Polino sono presenti depositi di piroclastiti fonolitici con leucite che si estendono per circa 1 km2.

La fonte di queste rocce piroclastiche non è stata identificata, ma i frammenti della fonolite sono stati riconosciuti nelle rocce di Polino. La datazione con metodo 39Ar-40Ar sul sanidino delle Fonoliti  ha dato un’età di circa 400 ka mentre la phlogopite nella carbonatite ha dato 246 +/- 14 ka.

Elenco dei Minerali presenti

Analcime, ‘Apatite’, Calcite, Diopside, ‘Fayalite-Forsterite Series’, Forsterite, Hydroxylapatite, Leucite, Magnetite, Titaniferous Magnetite, Monticellite, ‘Olivine’, Perovskite, Phlogopite, Sanidine, Schorlomite, Spinel, Titanite

Aptici

Gli aptici sono fossili di forma triangolare interpretati come parti di ammoniti. Inizialmente ritenuti opercoli, oggi alcuni studiosi li considerano elementi mascellari inferiori. Tuttavia secono le più moderne interpretazioni le due teorie non si escludono a vicenda. Questi infatti potrebbero aver avuto una doppia funzione.

Aptico Monte Subasio

Come gli attuali nautili, molte ammoniti erano probabilmente in grado di ritirare completamente il proprio corpo all’interno della camera di abitazione della conchiglia; perciò potrebbero aver sviluppato strutture opercolari con le quali potevano chiudere l’apertura. Le forme più comuni sono costituite da due placche simmetriche, definiti aptici(aptychii). Sono stati rinvenuti anche opercoli singoli (non in coppia), che vengono definiti anaptici (anaptychus).

Nei casi in cui gli aptici o gli anaptici sono stati rinvenuti in associazione con la conchiglia di origine, sono localizzati entro la camera di abitazione, subito dietro la probabile posizione dell’imbuto (iponomo).

Fig.  Posizione e Foto di Aptici. Fonte WIKIfree

 

 

Filatelia ed Ammoniti

Dalla Svizzera foglietto dedicato alla paleontologica con un Ammonite . Si caratterizza per la dentellatura contornata e per il rilievo a più livelli, così da rendere la foto ancora più realistica, oltre alla sagoma che riprende la forma dell’animale. Il francobollo è in distribuzione dal 5 marzo 2015 ed ha un valore di 2,00 franchi.

Erano organismi simili alle seppie che, apparsi per la prima volta circa 400 milioni di anni fa, hanno popolato tutti i mari per poi estinguersi contemporaneamente ai dinosauri, 335 milioni di anni dopo. Ricordando che si sono succedute circa 20mila specie diverse, ognuna delle quali ha prosperato per  diverso tempo. Le migliori per determinare l’età di uno specifico strato di roccia sono quelle vissute per un breve lasso di tempo.

L’ammonite raffigurata è un esemplare di Colombiceras, risalente al Cretaceo (Aptiano – 113-108 milioni di anni fa). È stata fotografata da Christian Kitzmüller e -nel blocco- presenta un rilievo a più livelli per dare al reperto sembianze realistiche.